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	<title>PAVIMENTI Archivi | Addeo Design</title>
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	<description>La Bellezza è nei Dettagli</description>
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	<title>PAVIMENTI Archivi | Addeo Design</title>
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		<title>SARTORIA MURALE. UNA CONSULENZA D&#8217;ARREDO A MISURA DELLE TUE ESIGENZE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ADDEO DESIGN]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 07:53:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Dal 1968 ADDEO DESIGN ha cura di ogni cliente, seguendo ogni progetto dal residenziale al commerciale con profonda dedizione, con particolare attenzione al settore ho.re.ca. . Sono i particolari a fare la differenza, per questo #labellezzaèneidettagli è un claim che è divenuto il mantra aziendale, sin dagli esordi si è puntato sulla qualità dei [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Dal 1968 <strong>ADDEO DESIGN</strong> ha cura di ogni cliente, seguendo ogni progetto dal residenziale al commerciale con profonda dedizione, con particolare attenzione al settore ho.re.ca. . Sono i particolari a fare la differenza, per questo<strong> #labellezzaèneidettagli è un claim che è divenuto il mantra aziendale</strong>, sin dagli esordi si è puntato sulla <strong>qualità dei prodotti e dei servizi offerti</strong>, cercando di migliorarsi anno dopo anno.</p>
<p>Nelle due showroom dislocate sul territorio si assiste ad un’esperienza di <strong>approccio multi-sensoriale</strong>: vista, tatto, udito sono i sensi immediatamente coinvolti. La visione di nuove prospettive, la sensazione tattile dei diversi materiali dal gres al legno, il suono dell’acqua che scivola dolce per regalare benessere. Per questo da oltre 50 anni<strong> ADDEO DESIGN affianca la clientela rispettando ogni esigenza</strong>, dalle caratteristiche estetiche alle qualità tecniche, senza dimenticare il budget, lavorando per garantire il miglior risultato possibile.</p>
<p><strong>“A CHE ORA CI VEDIAMO?”</strong> – Tutto ciò è reso possibile anche grazie ad una <strong>consulenza dedicata</strong>, è possibile studiare insieme quali siano le soluzioni migliori, garantendo al cliente l’esclusivo interesse del consulente per trovare insieme le soluzioni ideali. E&#8217; d&#8217;uopo effettuare dapprima una visita per visualizzare le soluzioni ed i materiali presenti nelle nostre sale mostra, dopodichè fissare un appuntamento per definire insieme tutto il necessario, prenotando su <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.bookedup.it/azienda/vetrina/16" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bookedup</strong> </a></span>oppure chiamando una delle nostre showroom.</p>
<p><strong>“ECCO COME SARA’!”</strong> – Quante volte hai fantasticato su come potrebbe essere il tuo bagno, la tua cucina, la tua attività e quanto altro. Perchè immaginare quando puoi <strong>vedere realizzato virtualmente il tuo ambiente</strong>, il nostro servizio render permette di visionare in anteprima quello che poi sarà realtà. E’ possibile scegliere tra centinaia di aziende e migliaia di articoli, dalle piastrelle agli igienici, dai suppellettili agli accessori, per <strong>avere una visione chiara e diretta di quello che desideri</strong>.</p>
<p><strong>BONUS FISCALI</strong> – Lo sai che puoi ricevere agevolazioni e bonus fiscali per ristrutturare? Per i lavori in casa è possibile <strong>beneficiare di agevolazioni fiscali sugli interventi di ristrutturazione edilizia</strong>, disciplinati dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 e consistono in una detrazione dall’Irpef del 50% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. Consulta la guida dell’Agenzia dell’Entrate  <strong><a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/schede/agevolazioni/detrristredil36/schinfodetrristredil36-cittadini" target="_blank" rel="noopener noreferrer">clicca qui</a></strong></p>
<p><strong>ZERO ANSIE</strong> – Hai visto quanto è rilassante pensare alla ristrutturazione? Ti aspettiamo nei nostri punti vendita, <strong>per aiutarti nella scelta dei materiali e delle finiture,</strong> di seguito i nostri indirizzi e recapiti per programmare una visita o fissare una consulenza gratuita. Ci vediamo presto!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><span style="color: #0000ff;"><strong><a class="pub__btn pub__btn--small pub__btn--primary" style="color: #0000ff;" role="button" href="https://www.bookedup.it/azienda/vetrina/16" target="_blank" rel="noopener"><span class="pub__btn__inner"><span class="pub__btn__label">PRENOTA UNA VISITA AL PUNTO VENDITA PIU&#8217; VICINO</span></span></a></strong></span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ADDEO DESIGN – POMIGLIANO D’ARCO</strong><br />
via Mastroianni, 9 – 80038  Pomigliano d’Arco (NA)<br />
orari: 8:30/13:00 – 15:00/19:00<br />
tel 0818423968<br />
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<p><strong><br />
ADDEO DESIGN – FUORIGROTTA</strong><br />
via Lepanto, 77 – 80125 Napoli (NA)<br />
orari: 9:30/13:00 – 16:00/19:30<br />
tel 0816584818<br />
<span class="_3gl1 _5zz4" data-offset-key="fr864-0-0"><span class="_ncl">????</span></span> <a href="http://bit.ly/addeofuorigrotta" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong><em>http://bit.ly/addeofuorigrotta </em></strong></a></p>
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		<title>SUPERBONUS 110%. Eco e Sisma Bonus, tutto quello che c&#8217;è da sapere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ADDEO DESIGN]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 19:55:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; ormai da tempo che il Superbonus 110% è divenuto argomento principale di tante ristrutturazioni e pian piano la nebbia dei dubbi si dirada e le informazioni appaiono sempre più chiare. E&#8217; un argomento davvero interessante, al contempo non facilmente comprendibile, così da trarre molti in errore. Parlare di tutte le dinamiche e degli eventi personali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.addeodesign.it/superbonus-110-eco-e-sisma-bonus-tutto-quello-che-ce-da-sapere/">SUPERBONUS 110%. Eco e Sisma Bonus, tutto quello che c&#8217;è da sapere</a> proviene da <a href="https://www.addeodesign.it">Addeo Design</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<span style="font-size: revert; color: initial;">E&#8217; ormai da tempo che il </span><strong style="font-size: revert; color: initial;">Superbonus</strong><span style="font-size: revert; color: initial;"> </span><strong style="font-size: revert; color: initial;">110%</strong><span style="font-size: revert; color: initial;"> è divenuto argomento principale di tante ristrutturazioni e pian piano la nebbia dei dubbi si dirada e le informazioni appaiono sempre più chiare. E&#8217; un argomento davvero interessante, al contempo non facilmente comprendibile, così da trarre molti in errore.</span>
<div>

Parlare di tutte le dinamiche e degli eventi personali diviene missione impossibile, cerchiamo pero&#8217; di spiegare il Superbonus 110% per grandi linee, senza dimenticare la burocrazia, ma cercando di comprendere meglio quanto necessario.
<h2><span id="Superbonus_110_le_info_utili"><strong>Superbonus 110%: le info utili</strong></span></h2>
</div>
<div>

Anzitutto bisogna chiarire sin da subito che non si tratta di “<strong>ristrutturare facile o addirittura gratis</strong>“. Certo sarebbe tutto molto bello, ma non è così.

In tanti credono che basti chiamare un impresa, acquistare i materiali, presentare le ricevute all&#8217;Agenzia dell&#8217;Entrate e passare alla cassa e riscuotere anche più del dovuto. Ma tra il dire e il fare c&#8217;è di mezzo un mare di carte bollate da non sottovalutare!

Come già chiaro a tantissimi, partiamo dai lavori coperti, <strong>il Superbonus 110% non finanzia tutti i lavori</strong>, non soddisfa di certo le voglie di ridistribuire casa, spostando questo o quel muro, cambiare gli arredi, installare nuovi infissi, anzi.

Nemmeno è stato istituito per usare in maniera blanda o, addirittura, blasfema, tanti materiali che non rispondono ai requisiti minimi così da realizzare un vero efficientamento energetico.
<h2><span id="Cosa_finanzia_gli_interventi_agevolabili"><strong>Cosa finanzia il Superbonus 110%.</strong></span></h2>
La prima distinzione da fare in merito agli interventi è quella di classificarli in due macro categorie, cioè quelli <strong>trainanti</strong> e quelli <strong>aggiuntivi</strong> o trainati.

Ad esempio tra i protagonisti come <strong>intervento trainante</strong> c’è il cappotto termico, cioè l’isolamento delle pareti opache dell’edificio, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni con impianti centralizzati ad alta efficienza e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari con impianti per riscaldamento, raffrescamento o fornitura acqua calda sanitaria in pompa di calore.

Da non sottovalutare la possibilità di effettuare interventi antisismici, per cui è possibile accedere al <strong>Sismabonus 110%, </strong>escluso per la zona sismica 4.

Tra gli <strong>interventi trainati</strong> ci sono i servizi di efficientamento energetico come la sostituzione dei serramenti, schermature solari, collettori solari, sistemi di controllo remoto per gli impiant), oltre all’installazione di impianti solari fotovoltaici e la realizzazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

Sono oggetto del Bonus anche gli interventi di <strong>demolizione e ricostruzione</strong> in chiave di risparmio energetico o antisismica.

<strong>In pratica cosa vuol dire:</strong> significa che se possiedo una casa indipendente e decido di realizzare un cappotto di isolamento, posso accedere al Supebonus 110% riusciendo a detrarre anche la sostituzione dei serramenti e degli impianti di climatizzazione. Se invece, sempre nella stessa casa indipendente, volessi solo cambiare gli infissi, non riuscirei ad accedere al Superbonus 110% perché non riesco a garantire il salto di 2 classi energetiche dell’edificio.

Soprattutto bisogna tenere conto che:
<ul>
 	<li>risulta indispensabile per accedere al Superbonus 110% che l’edificio migliori di <strong>due classi energetiche</strong>, certificanto dall’<strong>Attestazione di Prestazione Energetica (APE) </strong> rilasciata da un tecnico abilitato nella forma di dichiarazione asseverata.</li>
 	<li>Per beneficiare della detrazione fiscale al 110% bisogna intervenire sulla superficie opaca <strong>di almeno il 25% dell’intero edificio</strong>. Per esempio, quando si tratta di realizzare un cappotto termico esterno, gli interventi di isolamento devono coprire almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio.</li>
 	<li>Ci sono dei <strong>tetti massimi di spesa</strong> a seconda dell’intervento da realizzare.</li>
</ul>
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<ul>
 	<li>Il Superbonus 110% <strong>non è cumulabile</strong> con altri bonus, incentivi o bandi regionali.</li>
 	<li>I lavori vanno eseguiti <strong>dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2022</strong>.</li>
 	<li>Il Superbonus <strong>NON finanzia</strong> arredi, pitturazioni, mobili, cartongessi, tagli di luce, carte da parati o il rifacimento dei bagni, ad esempio. Dunque non è possibile ristrutturare un appartamento nella sua interezza appellandosi al Decreto Rilancio.
<ul>
 	<li>Una condizione fondamentale è che<strong> sia presente un impianto di riscaldamento</strong>, seppur datato o non funzionante.</li>
 	<li><strong>La detrazione va divisa in 5 quote annuali</strong> (per l’Ecobonus sono 10 rate annuali, per il Sismabonus erano 5 rate annuali).</li>
 	<li>Sono escluse dal bonus le categorie catastali: A1 Abitazioni di tipo signorile, A8 Ville e A9 Castelli, palazzi con pregio storico e artistico.</li>
 	<li>Nel caso non si riuscisse ad ottenere il Superbonus 110% esistono comunque altri <a href="https://www.gaiamiacola.it/quanto-costa-ristrutturare-casa/">Bonus fiscali attivi</a> che possono esservi utili. Oggi come non mai, <strong>ristrutturare conviene</strong>.</li>
</ul>
Il miglioramento energetico <strong>deve essere dimostrato</strong>. Non è possibile andare “a sentimento” o solo ipotizzare che tutto sia fattibile perché “me l’ha detto mio cugino”.

Per rientrare nel Bonus 110%, il passaggio di due classi energetiche dovrà essere attestato da <strong>due certificazioni energetiche APE</strong>:
<ul>
 	<li>Certificato APE prima dei lavori</li>
 	<li>Certificato APE dopo i lavori</li>
</ul>
Ovviamente capisci bene che il <strong>termotecnico, l’ingegnere </strong>o<strong> architetto abilitato </strong>(deve far parte di un Ordine o Collegio)<strong>, </strong>cioè in generale <strong>il tecnico che deve analizzare la situazione dell’edificio precedente </strong><b>all’intervento</b>, suggerire <strong>gli interventi più opportuni</strong>, il rispetto dei<strong> requisiti tecnico normativi di legge del progetto e dell’intervento</strong>, la situazione <strong>post intervento</strong> e redigere la “<strong>dichiarazione asseverata</strong>”, oltre alla <strong>certificazione di prestazione energetica APE</strong>, ha un ruolo chiave per il Decreto Rilancio.

La sua parcella è detraibile nel Bonus, ma relativamente alla parte energetica. Se l’architetto, ad esempio, oltre all’APE, ti progetta anche il giardino e il colore delle pareti, questa spesa non sarà detraibile con la percentuale del 110%.
<h2><span id="Chi_puo_usufruire_del_Superbonus_110"><strong>Chi può usufruire del Superbonus 110%</strong></span></h2>
Potranno beneficiare della detrazione al 110%:
<ul>
 	<li>i<strong> condomìni</strong> per interventi sulle parti comuni</li>
 	<li>le <strong>persone fisiche</strong>, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari</li>
 	<li>gli <strong>Istituti autonomi case popolari</strong> (Iacp)</li>
 	<li>le <strong>cooperative di abitazione a proprietà</strong>, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci</li>
 	<li>le <strong>organizzazioni non lucrative di utilità sociale</strong>, le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all’articolo 6 della legge n. 266/1991 e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale</li>
</ul>
</li>
</ul>
</div>
<ul>
 	<li>le <strong>associazioni e società sportive dilettantistiche</strong> limitatamente agli interventi destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.</li>
</ul>
Alcuni esempi pratici:
<blockquote>Se hai tre unità immobiliari, una in città, una al mare e una in montagna, puoi usufruire del Superbonus 110% per la riqualificazione energetica su massimo 2 delle suddette unità immobiliari. Per gli interventi realizzati sulla terza unità immobiliare potrai eventualmente fruire dell’Ecobonus, secondo le regole ordinarie.
Su tutte e tre le unità puoi realizzare gli interventi antisismici, purché esse siano situate nelle zone
sismiche 1, 2 e 3.</blockquote>
<blockquote>Se vivi in una villetta a schiera puoi usufruire del Superbonus, se questo rispetta i requisiti già spiegati in questo post.</blockquote>
<blockquote>Se vuoi ristrutturare un edificio unifamiliare attualmente privo di sistema di riscaldamento (ad esempio una casa rurale, un casale o un trullo), non puoi beneficiare dell’Ecobonus per la realizzazione del nuovo impianto perché è un’agevolazione relativa all’aggiornamento dell’impianto.</blockquote>
<blockquote>Per ottenere l’agevolazione sugli edifici collabenti, come trulli o ruderi, è necessario che l’edificio collabente sia dotato di un impianto di riscaldamento, anche non funzionante.</blockquote>
<h2><span id="Quali_documenti_sono_necessari_per_accedervi"><strong>Quali documenti sono necessari per accedervi</strong></span></h2>
I documenti principali necessari per accedere al Superbonus 110% sono:
<ul>
 	<li>L’<strong>Attestato di Prestazione Energetica</strong> (APE), redatto prima e dopo l’intervento di riqualificazione energetica.</li>
 	<li>L’<strong>asseverazione della documentazione</strong>, rilasciata da un <strong>tecnico abilitato</strong>.</li>
 	<li>Un <strong>Visto di conformità</strong> rilasciato da un commercialista, da esperti contabili, dal Caf o da un altro intermediario abilitato, per accedere a sconto in fattura o cessione del credito, da inviare all’Enea.</li>
 	<li>Documenti vari che può richiedervi la banca.</li>
</ul>
<h2><span id="Come_avviene_la_detrazione_o_sconto"><strong>Come avviene la detrazione o sconto</strong></span></h2>
Le modalità attraverso cui sfruttare il bonus sono le seguenti:
<ol>
 	<li>la <strong>detrazione fiscale</strong> che permette quindi di detrarre nella dichiarazione dei redditi un importo pari alla somma dei lavori realizzati, più il 10% nei 5 anni successivi a quello in cui è stata realizzata la spesa</li>
 	<li>lo <strong>sconto in fattura</strong>, che va richiesto direttamente all’impresa incaricata dei lavorati nella misura pari al massimo dell’ammontare delle spese, a fronte della cessione dei crediti fiscali</li>
 	<li>la<strong> cessione del credito</strong> <strong>direttamente alla banca in cambio della liquidità</strong> necessaria per pagare i lavori.Non tutte le banche si sono adoperate per fornire questo tipo di servizio ai clienti. Sui siti dei vari istituti di credito ci sono le info più dettagliate per farlo.La cessione del credito viene effettuata in base allo <strong>stato dell’avanzamento dei lavori</strong>, secondo uno scaglionamento rigido, con prima cessione non prima di aver eseguito il 30% dei lavori.Successivamente, servirà l’<strong>asseverazione tecnica</strong> rilasciata da un professionista, la <strong>ricevuta di presentazione all’Enea</strong> di questa asseverazione, la <strong>dichiarazione di conformità</strong> dei documenti. Ciò vale anche per gli interventi antisismici, per cui i tecnici dovranno dichiarare l’efficacia dei lavori eseguiti.Per concludere i lavori serviranno un <strong>visto di conformità</strong> (sempre corredato dalla dichiarazione sull’abilitazione, la polizza Rc e dalla comunicazione alle Entrate dell’opzione). In più, l’asseverazione tecnica rilasciata da un tecnico abilitato per l’efficientamento, con ricevuta di presentazione all’Enea, o l’asseverazione relativa agli interventi antisismici.
<h3><span id="Per_i_condomini"><strong>Per i condomini</strong></span></h3>
Il primo step per i condomini è senza dubbio l’<strong>assemblea condominiale</strong> per decidere che tipo di lavori effettuare, capire i tempi e le spese da mettere in conto.

Una volta scelta l’impresa a cui affidare i lavori la decisione può essere approvata in <strong>seconda convocazione</strong>.

In seconda convocazione deve esserci almeno <strong>un terzo dei condomini</strong>, che rappresentino almeno un terzo dei millesimi e con un quorum ridotto: basta infatti che sia rappresentata la maggioranza degli intervenuti e un terzo del valore dell’edificio.

I <strong>tecnici</strong> possono partecipare alle assemblee condominiali, così da poter illustrare le modalità di svolgimento dei lavori e la scelta dei materiali.
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<div id="gpt-slot-5" class="optiload" data-google-query-id="CPyvho3Kh-wCFf_KEQgdBh4AYw">
<div id="google_ads_iframe_/5966054/Money.it/Money_neltesto_0__container__">La delibera condominiale deve contenere anche il <strong>compenso specifico</strong> per l’<strong>amministratore</strong> di condominio. Una volta approvata, bisognerà attendere un mese per vedere se qualcuno dei contrari o dei non presenti in assemblea ha impugnato la decisione.</div>
</div>
</div>
<div></div>
<div>Per le <strong>villette bifamiliari</strong> si tratta  comunque di condomini minimi, a condizione che ciascuno dei due appartamenti sia di proprietà esclusiva del rispettivo proprietario.</div>
<h2><span id="Lo_sconto_in_fattura">Lo sconto in fattura</span></h2>
Non tutte le imprese/fornitori saranno capaci di scontare il 110%: è molto più facile che applicheranno uno sconto parziale.

L’impresa/fornitore, infatti, per applicare lo sconto totale deve essere in grado di <strong>anticipare il costo dei lavori</strong> per poi recuperare queste somme successivamente, in sede di dichiarazione dei redditi o cedendole ad un terzo: per molte aziende di ridotte dimensioni è un problema di non facile soluzione, motivo per cui, è presumibile che l’accesso a questo modo di fruire dell’agevolazione sarà tendenzialmente più difficile in caso di interventi di ridotta entità, fuori dalla sfera di interesse dei grandi fornitori.

Con lo <strong>sconto parziale</strong>, invece:
<div class="text-justify">
<blockquote>Ad esempio, se a fronte di una spesa di 30.000 euro, il fornitore applica uno sconto pari a 10.000 euro, lo stesso maturerà un credito d’imposta pari a 11.000 euro.

Il contribuente potrà far valere in dichiarazione una detrazione pari a 22.000 euro (110 per cento di 20.000 euro rimasti a carico) o, in alternativa, potrà optare per la cessione del credito corrispondente a tale importo rimasto a carico ad altri soggetti, incluse banche e altri intermediari finanziari.</blockquote>
</div>
<h3><span id="Le_banche_coinvolte">Le banche coinvolte</span></h3>
Non tutte le banche offrono ad oggi la possibilità di cessione del credito, ma credo che si attrezzeranno tutte entro qualche mese. Conviene informarsi presso gli stessi istituti bancari. Per fare un esempio, <strong>Unicredit</strong> per richieste entro il 30 settembre 2020 riconosce:
<ul>
 	<li>102 euro per ogni 110 euro di credito fiscale se si acquista da persone fisiche e condomini;</li>
 	<li>100 euro per ogni 110 euro di credito fiscale acquistato per i clienti imprese;</li>
 	<li>78 euro per ogni 100 euro di credito fiscale acquistato in riferimento a detrazioni diverse dal Superbonus 110%.</li>
</ul>
<h2><span id="I_rischi_che_corre_il_beneficiario">Quali rischi corre il beneficiario</span></h2>
In caso di sussistenza delle condizioni che comportano il <strong>decadimento del beneficio del Superbonus 110%</strong> (assenza o decadimento di titolo, mancato aggiornamento della documentazione prodotta, abusi edilizi non risanati o sanabili,…), tu resti il responsabile dei danni e <strong>sarai costretto a restituire le somme derivanti dai benefici ottenuti</strong>.

I controlli potranno avvenire entro 8 anni, con sanzioni importanti, dal 100% al 200% dei crediti inesistenti utilizzati.

Per questo è importante affidarsi a persone competenti, qualificate ed informate, per evitare di incappare in spiacevoli situazioni.
<h2><span id="I_tempi"><strong>I tempi</strong></span></h2>
Il Superbonus del 110% vale per le spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Sono 18 mesi.

Si tratta di un periodo abbastanza congruo per interventi di efficientamento di appartamenti, di edifici unifamiliari o piccoli condomini.

<strong>Ma per opere condominiali o per interventi che richiedono procedure edilizie complesse (come il permesso di costruire) non sono affatto tempi fattibili.</strong>

Per approvare i lavori condominiali ci vogliono mesi di assemblee. Più i tempi di progettazione, redazione dell’APE, preparazione e presentazione delle pratiche edilizie, approvazione dei progetti.

Tra l’altro il decreto non è ancora del tutto chiarissimo, quindi ci vorrà qualche mese per stabilire tutte le procedure nel dettaglio.
<h2><span id="La_documentazione_che_serve"><strong>La documentazione che serve</strong></span></h2>
I primi documenti vanno depositati prima dell’inizio dei lavori.

Inizialmente serve, quindi, il <strong>titolo abilitativo</strong> (Scia/Cila o Permesso di Costruire) e la dichiarazione firmata dal cliente e dall’impresa o da un tecnico che attesti: la <strong>maturazione del bonus</strong> fiscale, il <strong>miglioramento delle 2 classi</strong> energetiche previste dalla norma e l’iscrizione all’Albo del tecnico.

Servono poi: la <strong>visura catastale</strong> che attesti la proprietà dell’unità, l’autorizzazione ai lavori firmata dal proprietario dell’immobile, il contratto di appalto o la lettera di incarico professionale, il verbale dell’assemblea (in caso di condomìni), un’<strong>autocertificazione</strong> a firma del beneficiario della detrazione che dichiari di non fruire del 110% su più di due unità immobiliari e che l’unità non fini di professione o impresa.

Infine, serve una dichiarazione che attesti la conformità dei documenti consegnati in copia.

Servirà poi seguire con attenzione i vari <strong>stati di avanzamento lavori</strong>, trasmettendo tutte le fatture (iniziando da quelle di acconto), le ricevute dei bonifici parlanti e il modulo firmato dall’impresa che esegue i lavori con la dichiarazione sull’avanzamento.

La cessione del credito si potrà richiedere solo raggiunto un certo stato di avanzamento lavori. I documenti necessari in questa fase saranno il <strong>visto di conformità</strong> sulla maturazione del credito, rilasciato da un tecnico abilitato, e la dichiarazione dello stesso tecnico di essere abilitato e di aver eseguito la polizza di Rc professionale. Inoltre, servirà l’<strong>invio della comunicazione </strong><b>all’agenzia</b> sull’esercizio dell’opzione di cessione.</li>
</ol>
<div>
<h2><span id="Superbonus_110_le_info_utili"><strong>Cosa fare? Contatta il commercialista.</strong></span></h2>
Per chi volesse saperne di più, consiglio sempre d<strong>i consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate,</strong> gli Artt. 119 e 121 del Decreto Rilancio, un tecnico ingegnere che si occupa delle asseverazioni (io personalmente non me ne occupo, ma ho un collaboratore in gamba per la parte burocratica) e sicuramente anche il tuo commercialista (essendo materia fiscale) e/o la banca a cui chiedere il finanziamento, nel caso si scegliesse la via del prestito.

</div>


[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1/4&#8243;][/vc_column][vc_column width=&#8221;3/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1563&#8243; img_size=&#8221;large&#8221;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;2/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1564&#8243; img_size=&#8221;large&#8221;][/vc_column][vc_column width=&#8221;1/3&#8243;][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1/4&#8243;][/vc_column][vc_column width=&#8221;3/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1565&#8243; img_size=&#8221;large&#8221;][/vc_column][/vc_row]<!-- /wp:post-content --><p>L'articolo <a href="https://www.addeodesign.it/superbonus-110-eco-e-sisma-bonus-tutto-quello-che-ce-da-sapere/">SUPERBONUS 110%. Eco e Sisma Bonus, tutto quello che c&#8217;è da sapere</a> proviene da <a href="https://www.addeodesign.it">Addeo Design</a>.</p>
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		<title>Gres Porcellanato: come pulirlo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ADDEO DESIGN]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 07:48:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Aloni. Macchie. Piastrelle difficili da pulire. Di seguito alcune indicazioni che ti aiuteranno ad avere un risultato ottimale. Per avere pavimenti e rivestimenti esteticamente perfetti e di facile manutenzione, le fasi della pulizia dei materiali durante e dopo la posa sono cruciali, da svolgere secondo criteri precisi. Pulizia durante la posa (eseguita dal professionista che [&#8230;]</p>
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<p></p>


<p>Aloni. Macchie. Piastrelle difficili da pulire. Di seguito alcune indicazioni che ti aiuteranno ad avere un risultato ottimale.</p>
<p>Per avere pavimenti e rivestimenti esteticamente perfetti e di facile manutenzione, le fasi della pulizia dei materiali durante e dopo la posa sono cruciali, da svolgere secondo criteri precisi.</p>
<p><em>Pulizia durante la posa (eseguita dal professionista che effettua la posa in opera)</em></p>
<p>Dopo la posa delle piastrelle sul massetto, le ‘fughe’ (ovvero gli spazi tra una lastra e l’altra, necessari per assicurare elasticità e stabilità del pavimento nel tempo) vengono ‘stuccate’ (cioè riempite con stucco apposito, di solito tono su tono.)</p>
<p>Questa fase è molto importante e va eseguita con la massima cura da parte del posatore, perché l’indurimento degli eccessi di stucco, senza la rimozione accurata del fugante in eccesso quando ancora non è del tutto secco, rende più sporcabile il pavimento e più difficile la pulizia ordinaria. Per questo motivo è necessario procedere alla stuccatura di 4-5 mq per volta ed eliminare l’eccesso di stucco dalla superficie (con spugna e acqua pulita) appena inizia ad asciugare. Proprio perché in questa fase lo stucco è ancora abbastanza umido, i movimenti devono essere leggeri, ripetuti e diagonali, per evitare di ‘svuotare’ le fughe ma avendo cura di eliminare tutti i residui dalle lastre soprattutto se presentano, come le lastre effetto legno, una superficie ‘naturale’ non perfettamente liscia.</p>
<p>Questo passaggio è fondamentale per tutte le piastrelle, ma indispensabile per quelle più strutturate e per quelle da esterno che presentano una superficie ruvida e antiscivolo.</p>
<p>Se questa semplice pulizia con acqua non viene effettuata al momento opportuno, lo stucco (che è ovviamente adesivo) può depositarsi in piccole particelle in modo permanente sulla lastra e lasciare, anche dopo la pulizia finale, antiestetici aloni.</p>
<p><em>Pulizia di fine cantiere</em><br />Il lavaggio acido dopo la posa è fondamentale per eliminare i residui del cantiere (colla, pittura, polvere). Questo lavaggio deve essere eseguito una volta completata l’essicazione dello stucco cementizio, almeno 24-48 ore per prodotti a presa e asciugamento rapido e comunque in conformità a quanto indicato dai produttori dello stucco. Si chiama lavaggio acido perché è necessario usare un detergente acido (ce ne sono molti ottimi in commercio) diluito in acqua.</p>
<p>La fasi sono le seguenti e dovrebbero essere eseguite dai professionisti che hanno seguito la posa in opera:</p>
<ol>
<li>Spazzare bene il pavimento per eliminare la polvere di cantiere</li>
<li>Diluire il detergente acido in acqua secondo le istruzioni riportate sulla confezione del detergente (per pavimenti naturali la soluzione può essere + acida; per le pavimentazioni o i rivestimenti lucidi o lappati meglio una soluzione meno acida).</li>
<li>Distribuire il prodotto disincrostante utilizzando un normale spazzettone</li>
<li>Lasciare agire qualche minuto</li>
<li>Intervenire energicamente con spugna abrasiva nelle zone più incrostate;</li>
<li>Raccogliere i residui con stracci e risciacquare con abbondante acqua pulita.</li>
</ol>
<p>In caso di utilizzo di stucchi epossidici è bene utilizzare detergenti appositi e seguire scrupolosamente le indicazioni dei produttori per quanto riguarda la loro preparazione e applicazione. Solitamente è consigliato l’utilizzo di un prodotto a base acida opportunamente diluito in acqua a seconda della superficie da trattare. (Il rivenditore saprà darle tutte le specifiche)</p>
<p><em>Manutenzione ordinaria</em><br />La ceramica e il gres sono estremamente facili e veloci da pulire. Pavimenti e rivestimenti possono essere lavati con acqua calda e un normale detergente neutro o con una semplice soluzione di alcol e acqua.</p>
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		<title>Piastrelle. Piccolo Vademecum tra bugie e verità: vanno fugate!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ADDEO DESIGN]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 08:35:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’esperienza pluriennale nel campo della ceramica ci ha permesso di tirar fuori alcuni assunti imprescindibili, ecco stilata una breve guida su cosa c’è da sapere e fare all’acquisto delle piastrelle. Tra dubbi e certezze poste dai numerosi clienti, ecco alcune tra le domande più comuni a cui abbiamo dato una risposta. Da quali materiali sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’esperienza pluriennale nel campo della ceramica ci ha permesso di tirar fuori alcuni assunti imprescindibili, ecco stilata una breve guida su cosa c’è da sapere e fare all’acquisto delle piastrelle. Tra dubbi e certezze poste dai numerosi clienti, ecco alcune tra le domande più comuni a cui abbiamo dato una risposta.</p>
<p><strong>Da quali materiali sono composte le piastrelle?<br />
</strong><em>Anzitutto partiamo dai pavimenti, per i quali la maggior parte delle piastrelle in commercio sono in gres porcellanato, ottenuto tramite il processo di sinterizzazione di argille ceramiche, feldspati, sabbia e caolino. Quest’ultimo elemento usato anche nella produzione di porcellana che caratterizza la definizione. Fino a metà degli anni ’90  del secolo scorso si adottavano produzioni in monocottura, in cui si cuoceva supporto e smalto insieme, tra i difetti maggiori il consumo nei punti di maggior calpestio, oggi viene considerata per i materiali a basso costo. </em><em>Per i rivestimenti la produzione attuale è divisa tra gres porcellanato e bicottura, se del primo abbiamo già descritto in precedenza, per la bicottura si cuoce l’impasto parzialmente, creando il “biscotto”, su questo supporto si adagiano gli smalti e si passa alla seconda cottura, poco indicato per la posa a pavimento.</em></p>
<p><strong>Davvero la differenza di costi è anche qualitativa?<br />
</strong><em>Distinguiamo l’argomento sia in ambito tecnico che artistico, per così dire. La qualità tecnica si eleva nell’uso dei supporti migliori, appunto gres porcellanato o pasta bianca, da preferire assolutamente alla pasta rossa, fatta di argille più scadenti. L’indice di prezzo si alza ancor più con i supporti ad impasto colorato in massa, che nasconde eventuali difetti creati da rotture superficiali. Per il lato “artistico” bisogna evidenziare l’uso della tecnica digitale, la maggior parte delle piastrelle ricrea una materia (legno, pietra, marmo, etc…) più che un colore, per un effetto ancor più realistico si utilizzano macchinari che rendono la superficie quanto più verosimile. Ne deriva dunque che, alzando le pretese, crescono i costi.</em></p>
<p><strong>Posso posare le piastrelle rettificate senza fuga?<br />
</strong><em>L’odiosa fuga alla quale le casalinghe hanno dichiarato guerra non è del tutto escludibile, anche utilizzando piastrelle rettificate. Ci spieghiamo meglio, quando si compra un prodotto con tale caratteristica, cioè con un bordo perfettamente dritto che permette l’accostamento, non significa che posso posarle completamente senza fuga. Questo perchè lo spazio tra le piastrelle funge anche da giunto di dilatazione, come per un ponte o in superfici vaste, occorre lasciare un minimo di 1/2 mm al fine di evitare frizioni, dettate da movimenti strutturali (assestamenti dello stabile, movimenti tellurici, trasporti pesanti). Quando arriva un movimento del genere, la fuga assorbe l’urto evitando lo sfregamento tra piastrelle, che viceversa potrebbero addirittura creparsi.<br />
</em><strong><br />
E’ vero che le piastrelle più sono grandi o lunghe e maggiormente presentano difetti?<br />
</strong><em>Tenendo presente prodotti in Prima Scelta, per i quali è ridotto al minimo l’errore, esiste comunque una percentuale di tolleranza riguardo alla planarità. In particolare per i formati lunghi, come ad esempio i listelli effetto legno, possono verificarsi episodi di leggerissima concavità o convessità, il fenomeno dell’imbarcamento. Tale evento va tenuto sotto controllo in base alla norma ISO 14545-2, che indica nello 0,5% la tolleranza.<br />
</em><strong><br />
È più resistente una piastrella lucida oppure opaca?<br />
</strong><em>La resistenza al calpestio è dettata dalla qualità costruttiva della piastrella non dalla superficie, è altresì vero che lavorazioni come levigatura e lappatura rendono più delicata la parte più superficiale. In particolare, al fine di ottenere maggiore lucentezza vengono asportati strati superficiali dello smalto, che rendono la piastrella maggiormente soggetta ad abrasioni e opacizzazioni. Premesso che tali eventi possono presentarsi con maggiore frequenza su piastrelle che utilizzano smalti economici.</em></p>
<p><strong>Italia, Spagna, Cina e chi più ne ha più ne metta, vale davvero di più il Made in Italy?<br />
</strong><em>L’Italia ha registrato nel 2014 un fatturato totale di 4,91 miliardi di euro nel settore ceramico, dei quali 4,11 miliardi derivano dalle esportazioni, una quota record dell’83,6%, e 804 milioni di euro da vendite sul territorio nazionale. Dati che mettono il Belpaese nella fascia alta sia per produzione che per esportazione , grazie soprattutto sia agli alti standard qualitativi che al design ricercato. Mercati come Spagna e Turchia, oppure realtà emergenti come la Cina, pur offrendo anche prodotti di alta ricerca tecnologica, hanno standard produttivi medio-bassi.</em></p>
<p>Il consiglio finale è di <strong>rivolgersi a ditte specializzate per la posa in opera</strong> di pavimenti e rivestimenti, che adottano sistemi come i giunti che facilitano la gestione di medi e grandi formati evitando il movimento delle piastrelle e l’allargamento delle fughe, oppure adoperano sigillanti che resistono alle sollecitazioni meccaniche, al contatto chimico e all’esposizione ai raggi del sole. Tutto ciò non è esperienza o parere personale, ma regolamentato da una<strong> Legge ben precisa la Norma UNI 11493</strong> che stabilisce le istruzioni per la progettazione, l&#8217;installazione e la manutenzione, oltre ai requisiti di conoscenza, abilità e competenza per posatori di piastrellature ceramiche a pavimento e a parete.</p>
<p><strong>Un buon ingrediente ha bisogno sempre di un ottimo cuoco per realizzare un piatto che soddisfi il palato!</strong></p>
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		<title>PERCHÉ SCEGLIERE LA CERAMICA? SCOPRIAMO TUTTI I VANTAGGI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ADDEO DESIGN]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2019 09:31:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perchè scegliere la ceramica? Perchè è un materiale naturale, sicuro e adatto per ogni ambiente, non rilascia sostanze nocive, è sostenibile, non brucia, è riciclabile e resistente, si posa facilmente e dura a lungo.  Ma soprattutto perchè la ceramica è bellissima. L’estetica non è che una delle tante ragioni per scegliere di rivestire in ceramica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="wow fadeIn pb-4">
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<div class="display-table-cell vertical-align-middle text-center">
<p><span style="color: #000000;">Perchè scegliere la ceramica? Perchè è un materiale naturale, sicuro e adatto per ogni ambiente, non rilascia sostanze nocive, è sostenibile, non brucia, è riciclabile e resistente, si posa facilmente e dura a lungo.  Ma soprattutto perchè la ceramica è bellissima. L’estetica non è che una delle tante ragioni per scegliere di rivestire in ceramica il proprio pavimento o le proprie pareti, all’interno come all’esterno. Le <strong>piastrelle in ceramica offrono infatti </strong></span><span style="color: #000000;"><strong>numerosi vantaggi</strong> rispetto agli altri materiali dal punto di vista delle prestazioni tecniche, della sicurezza, del rispetto dell’ambiente e della facilità di manutenzione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</section>
<div class="entry-content last-paragraph-no-margin mb-4">
<p><span style="color: #000000;"><strong>11 ragioni per preferire le piastrelle in ceramica</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Scegliere una piastrella in ceramica significa affidarsi a uno dei materiali più versatili, resistenti, ecologici e di facile manutenzione esistenti sul mercato e al tempo stesso combinare tutte queste qualità con una gamma impareggiabile di effetti estetici. Tra le tante ragioni per preferirla ne abbiamo scelte 11 che meritano di essere scoperte, per comprenderne le grandi potenzialità e preferirla senza incertezze.</span></p>
</div>
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<div class="post-title text-extra-large font-weight-700 text-dark-gray width-100 display-block md-width-100 margin-15px-bottom"><span style="color: #000000;"><strong><em>Le piastrelle ceramiche sono più resistenti all’usura e ai graffi</em></strong></span></div>
<p><span style="color: #000000;">Le differenti tecnologie ceramiche presentano, ciascuna per il proprio ambito di applicazione (pavimento o rivestimento, interno o esterno, residenziale o commerciale), una delle più elevate resistenze all’usura e ai graffi.</span></p>
</div>
</div>
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<div class="post-title text-extra-large font-weight-700 text-dark-gray width-100 display-block md-width-100 margin-15px-bottom"><span style="color: #000000;"><strong><em>Le piastrelle ceramiche non temono l’acqua, l’umidità e il vapore</em></strong></span></div>
<p><span style="color: #000000;">lla ceramica può essere posata in una stanza umida come la cucina, il bagno, una spa o perfino una piscina.</span></p>
</div>
</div>
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<div class="post-title text-extra-large font-weight-700 text-dark-gray width-100 display-block md-width-100 margin-15px-bottom"><span style="color: #000000;"><strong><em>Le piastrelle ceramiche resistono al calore</em></strong></span></div>
<p><span style="color: #000000;">Le piastrelle ceramiche non temono il calore: la ceramica resiste perfettamente al calore e alla fiamma diretta perché non può bruciare e in caso di incendio non emette sostanze nocive né per l’uomo né per l’ambiente. Non c’è nemmeno alcun pericolo che la superficie si annerisca per contatto con oggetti caldi.</span></p>
</div>
</div>
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<div class="post-title text-extra-large font-weight-700 text-dark-gray width-100 display-block md-width-100 margin-15px-bottom"><span style="color: #000000;"><em><strong>Le piastrelle ceramiche resistono al tempo</strong></em></span></div>
<p><span style="color: #000000;">Le piastrelle sono praticamente immutabili: la ceramica è un materiale estremamente resistente che non subisce alcuna modifica o deterioramento nel tempo. Le piastrelle ceramiche non schiariscono, né scuriscono e non perdono né il colore né la finitura anche in seguito a una prolungata esposizione ai raggi UV.</span></p>
</div>
</div>
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<div class="post-title text-extra-large font-weight-700 text-dark-gray width-100 display-block md-width-100 margin-15px-bottom"><span style="color: #000000;"><em><strong>Le piastrelle ceramiche non si macchiano e sono di facile manutenzione</strong></em></span></div>
<p><span style="color: #000000;">Le piastrelle ceramiche sono igieniche, non si macchiano e sono di facile manutenzione. La ceramica non favorisce lo sviluppo dei batteri, non è deteriorabile, è impermeabile, non assorbe ed è uno dei materiali più facili da pulire e disinfettare. La ceramica resiste praticamente a tutti gli attacchi chimici. La pulizia quotidiana si effettua semplicemente con acqua calda.</span></p>
</div>
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<div class="post-title text-extra-large font-weight-700 text-dark-gray width-100 display-block md-width-100 margin-15px-bottom"><span style="color: #000000;"><em><strong>Le piastrelle ceramiche sopportano pulizie con prodotti aggressivi</strong></em></span></div>
<p><span style="color: #000000;">Le piastrelle ceramiche possono essere pulite anche con prodotti o trattamenti aggressivi: se per la manutenzione ordinaria la ceramica si pulisce semplicemente con acqua calda, ciò non esclude che in caso di necessità sia possibile effettuare una pulizia più profonda utilizzando anche agenti pulenti aggressivi o metodi di pulizia forti come idropulitrici o idrospazzole, senza timore di intaccarla.</span></p>
</div>
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<div class="post-title text-extra-large font-weight-700 text-dark-gray width-100 display-block md-width-100 margin-15px-bottom"><span style="color: #000000;"><strong><em>Le piastrelle ceramiche sono ideali per il riscaldamento a pavimento</em></strong></span></div>
<p><span style="color: #000000;">La grande conducibilità termica della ceramica permette un ottimo rendimento dell’installazione, nettamente superiore a quello della maggior parte degli altri materiali isolanti, che creano invece una sorta di barriera al passaggio del calore.</span></p>
</div>
</div>
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<div class="post-title text-extra-large font-weight-700 text-dark-gray width-100 display-block md-width-100 margin-15px-bottom"><span style="color: #000000;"><em><strong>Le piastrelle ceramiche offrono una incredibile varietà di format</strong></em>i</span></div>
<p><span style="color: #000000;">Le piastrelle ceramiche presentano una varietà di formati, sia per dimensione che per proporzione, superiore a quella di qualsiasi altro materiale da rivestimento e sono arricchite da un&#8217;ampia varietà di accessori e pezzi speciali. La ceramica è così versatile che non esistono esigenze estetiche o tecniche a cui non sia in grado di dare una risposta. Ecco perché risulta la scelta ideale per progetti completi anche molto complessi.</span></p>
</div>
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<div class="post-title text-extra-large font-weight-700 text-dark-gray width-100 display-block md-width-100 margin-15px-bottom"><span style="color: #000000;"><strong><em>Le piastrelle ceramiche sono ecologiche lungo tutto il loro ciclo di vita</em></strong></span></div>
<p><span style="color: #000000;">Le piastrelle ceramiche sono ecologiche lungo tutto il loro ciclo di vita e rispettano l’ambiente e la vostra salute: il processo di produzione ceramico presenta elementi di eco-compatibilità comuni a tutte le piastrelle. Siate ancora più esigenti: verificate sempre che le piastrelle che acquistate possiedano tutte le certificazioni ecologiche e di qualità che vi garantiscano il rispetto delle più severe normative europee.</span></p>
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<div class="post-title text-extra-large font-weight-700 text-dark-gray width-100 display-block md-width-100 margin-15px-bottom"><span style="color: #000000;"><strong><em>Le piastrelle ceramiche sono inerti, non emettono sostanze volatili</em></strong></span></div>
<p><span style="color: #000000;">Per la natura stessa delle materie utilizzate e del processo produttivo, le piastrelle ceramiche non emettono alcun composto organico volatile. Sono inoltre perfettamente inerti: questo significa che &#8211; essendo incapaci di reagire con qualsivoglia composto o elemento chimico &#8211; non produrranno mai alcuna sostanza potenzialmente nociva per l’ambiente o per la salute, né durante la posa, né durante l’arco di utilizzo come pavimentazione o rivestimento, né nelle fasi di demolizione e smaltimento.</span></p>
</div>
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<div class="post-title text-extra-large font-weight-700 text-dark-gray width-100 display-block md-width-100 margin-15px-bottom"><span style="color: #000000;"><em><strong>Le piastrelle ceramiche sono resistenti al gelo e alle intemperie</strong></em></span></div>
<p><span style="color: #000000;">Le piastrelle in gres porcellanato possono essere tranquillamente utilizzate all’esterno. Selezionate il prodotto giusto per la vostra destinazione d’uso, relativamente alle caratteristiche antiscivolo, allo spessore, alla finitura superficiale e alla tecnica di posa: sar</span>ete certi di non dovervi mai più preoccupare di scheggiature, rotture o di altre tipiche conseguenze del gelo e dell’umidità che rovinerebbero o renderebbero poco longevi tanti altri materiali.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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<p style="text-align: center;"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/8D7wI-Q9eow" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>CORTEN. BRUNITO. RUGGINE. LE ULTIME TENDENZE DEL GRES OSSIDATO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ADDEO DESIGN]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2018 15:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Materiali e superfici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Protagonista assoluta di panorami assolati, la ruggine ha invaso le ultime tendenze in materia di design, dai suppellettili alle materie prime per conferire un effetto mai visto prima. Un colore che ormai è un vero trend, pavimenti e rivestimenti in gres porcellanato, ma anche tante tonalità per la colorazione delle pareti. Un’attenzione particolare è rivolta al colore ruggine [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Protagonista assoluta di panorami assolati, la <strong>ruggine</strong> ha invaso le ultime tendenze in materia di design, dai suppellettili alle materie prime per conferire un effetto mai visto prima.</p>
<p>Un colore che ormai è un vero trend, pavimenti e rivestimenti in gres porcellanato, ma anche tante tonalità per la colorazione delle pareti. Un’attenzione particolare è rivolta al colore <strong>ruggine ossidato</strong>, che ricorda appunto l’ossidazione del metallo, particolarmente adatto allo stile Industrial e Urbam. Inoltre, questa tonalità può dare nuova vita ad ambienti vetusti regalando un tocco di originalità. Dalla sua lo spettro di colori, dal marrone al rosso, con punte anche di rosa e verde, salvo che non si scelga una tonalità uniforme.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.easyrelooking.com/wp-content/uploads/color_ruggine1.jpg" /></p>
<h3><strong>Pareti<br />
</strong></h3>
<p>Ridipingere le mura con un color ruggine offre nuovi spunti anche in materia di arredamento, inoltre, può regalare un’aria vagamente retrò se ben dosato. Importante sapere che, essendo comunque un colore scuro, è bene adoperarlo per tutte le pareti quando gli spazi sono ampi e luminosi. In caso contrario, meglio usarlo come sfondo di una parete attrezzata o di un camino.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.easyrelooking.com/wp-content/uploads/color_ruggine3.jpg" /></p>
<p>Come predetto, l’abbinamento ideale è nell’arredamento industriale con inserti in acciaio o metallo grezzo, come fabbrica dei secoli scorsi. Da non sottovalutare l’utilizzo del legno, che ben si combina con il color ruggine, per esaltarlo ancor più ideale l’accostamento alle tonalità del bianco e del grigio.</p>
<h3><strong>Tessuti e arredamento</strong></h3>
<p>Nell’interior design, il color ruggine ha attecchito ottimamente sui complementi d’arredo, tessuti come lenzuola o cuscini impreziosiscono l’ambiente con questo tocco caldo e deciso. E’ naturale che in caso di utilizzo di un colore del genere bisogna restare in territorio neutro nell’ambiente circostante, sia per evitare un’accozzaglia sia per lasciarlo protagonista.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone" src="http://www.easyrelooking.com/wp-content/uploads/color_ruggine9.jpg" alt="" width="564" height="705" /></p>
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		<title>LAVAGGIO DOPO POSA? OBBLIGATORIO SECONDO LA NORMA UNI 11493</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ADDEO DESIGN]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2017 08:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Materiali e superfici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’acquisto di una nuova casa o dopo una ristrutturazione con l’installazione di un nuovo pavimento è obbligatorio effettuare un buon lavaggio delle superfici per rimuovere ogni residuo di cemento, malta e colla derivanti dalla posa. Subito dopo l’applicazione, il pavimento presenta inevitabilmente sporco, incrostazioni e residui di malte, cemento, calce o pittura. Per questo, consigliamo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.addeodesign.it/lavaggio-dopo-posa-obbligatorio-secondo-la-norma-uni-11493/">LAVAGGIO DOPO POSA? OBBLIGATORIO SECONDO LA NORMA UNI 11493</a> proviene da <a href="https://www.addeodesign.it">Addeo Design</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’acquisto di una nuova casa o dopo una ristrutturazione con l’installazione di un nuovo pavimento è obbligatorio effettuare un buon <strong>lavaggio delle superfici</strong> <strong>per rimuovere ogni residuo</strong> di cemento, malta e colla derivanti dalla posa. Subito dopo l’applicazione, il pavimento presenta inevitabilmente sporco, incrostazioni e residui di malte, cemento, calce o pittura. Per questo, consigliamo di effettuare un lavaggio con detergente apposito che, grazie alla sua formula concentrata, garantisce una pulizia profonda senza aggredire il materiale. Tale intervento può risultare aggressivo nei confronti di materiali e componenti ubicati vicino alla piastrellatura, ad esempio, soglie e davanzali di marmo, serramenti metallici e altro; si invita pertanto a<strong> proteggere opportunamente queste parti prima di procedere</strong> alla pulizia come riportato in precedenza.</p>
<p>Purtroppo <strong>questa operazione molte volte non viene eseguita o viene fatta con prodotti non specifici</strong> e questo può causare, nel tempo, diversi problemi al pavimento.</p>
<h3>Cosa succede se non viene fatto il lavaggio dopo posa?</h3>
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li> I residui della posa (spesso non visibili ad occhio nudo) restano sulla superficie e <strong>lo sporco si  aggrappa</strong> più facilmente. Vi è la sensazione, da parte del consumatore finale, che anche un materiale inassorbente possa <strong>macchiarsi facilmente</strong>.</li>
<li> I residui diventano parte del materiale, <strong>modificandone il colore</strong> (ad esempio da bianco a grigio). A volte può accadere che cadano sulla superficie alcune gocce di sostanze acide come alcuni soft drink e vino che sciolgono lo sporco eliminandolo localmente, assumendo la sembianza di aloni e macchie<a title="Come eliminare aloni e impronte dal gres porcellanato" href="https://blog.filasolutions.com/2013/10/16/come-eliminare-aloni-e-impronte-dal-gres-porcellanato/"> </a>(chiamate tecnicamente “macchie di pulito”).</li>
<li>Se viene effettuato un trattamento antimacchia,<strong> i residui di posa e di cantiere si fissano definitivamente</strong> sulla superficie.</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Pulizia quotidiana</h3>
<p>Dopo avere effettuato la pulizia “dopo posa” ù, per la pulizia quotidiana si consiglia l’utilizzo di un detergente neutro.<br />
Sono da evitare i detergenti in commercio contenenti cere e additivi lucidanti che possono depositare sul pavimento patine indesiderate. E’ sconsigliato vivamente l’impiego di cere, saponi oleosi, impregnanti e trattamenti vari (idro-oleo repellenti) sul prodotto Supergres, la cui applicazione non è necessaria. In presenza di suddetti trattamenti occorre innanzitutto asportarli dal pavimento utilizzando i prodotti specifici, seguendo le istruzioni riportate dal produttore.<br />
In caso di patine create da sapone, calcare, sporco, occorre invece utilizzare un detergente acido, opportunamente diluito in acqua (attenersi alle istruzioni sull&#8217;etichetta del prodotto). É opportuno segnalare che l&#8217;acido fluoridrico (HF) e derivati possono danneggiare irrimediabilmente le piastrelle.<br />
Per la pulizia ordinaria si consiglia l’utilizzo di varechina o ammoniaca, opportunamente diluite in acqua.<br />
Tutte le superfici lappate o levigate necessitano di un utilizzo di attrezzature non abrasive durante la fase di pulizia per prevenire opacizzazioni e graffiature.<br />
Si consiglia inoltre l’asciugatura del pavimento onde evitare la formazione di aloni.</p>
<p><strong>NORMA UNI 11943</strong></p>
<p>Introdotta nel 2013, <strong>la</strong> <strong>norma UNI 11493</strong> <strong>regolamenta la posa delle piastrelle ceramiche a pavimento e a parete, interne ed esterne</strong>, installate principalmente con adesivi, ma anche con malta cementizia o altri sistemi. Nel 2016 è stata pubblicata la norma 11493, elaborata dal Gruppo di lavoro UNI, più precisamente, l&#8217;Ente italiano di normazione ha pubblicato due norme tecniche:</p>
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ol>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li><strong>UNI 11493-1: 2016</strong> Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete &#8211; Parte 1: Istruzioni per la progettazione, l&#8217;installazione e la manutenzione</li>
<li><strong>UNI 11493-2: 2016</strong> Piastrellature ceramiche a pavimento e a parete &#8211; Parte 2: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza per posatori di piastrellature ceramiche a pavimento e a parete.</li>
</ul>
</li>
</ol>
</li>
</ol>
<p>La norma, valida a livello nazionale, regola la scelta dei materiali, la progettazione, l&#8217;installazione, l&#8217;impiego e la manutenzione e specifica quali sono le soluzioni da adottarsi per assicurare il raggiungimento di un alto livello qualitativo e il suo mantenimento nel tempo.</p>
<p>Questa norma – a tutela del consumatore e del professionista qualificato – <strong>regolamenta la posa delle piastrelle</strong> ceramiche a pavimento e a parete, interne ed esterne, posate con stucco cementizio o epossidico o altri sistemi. La norma prevede l’<strong>obbligo della pulizia contestualmente alla posa</strong>, per eliminare completamente tutti i residui di materiale di posa dalla piastrella.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CLICCA <span style="color: #0000ff;"><strong><a style="color: #0000ff;" href="https://www.ceramicheaddeo.com/categoria-prodotto/pavimenti-e-rivestimenti/piastrelle/impercot/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">QUI PER TROVARE IL DETERGENTE IDEALE</a></strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.addeodesign.it/lavaggio-dopo-posa-obbligatorio-secondo-la-norma-uni-11493/">LAVAGGIO DOPO POSA? OBBLIGATORIO SECONDO LA NORMA UNI 11493</a> proviene da <a href="https://www.addeodesign.it">Addeo Design</a>.</p>
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